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Godetevi questa notte,  spiriti luminosi e tenebrosi
Tutti i gatti Rosinabella e sorprese Dopo qualche giorno, udii degli strani versi da uccello provenire da un giardino incolto poco più in là della casa. Mattino, pomeriggio, sera. Il giorno dopo non resistetti più e, coinvolti Sergio e un vicino, andammo a perlustrare la zona.       Dentro ad un cespuglio  di rovo , sospesi ai rami spinosi, due affarini biancastri strillavano tutta la loro fame e poco più in là, simile ad una pantera acquattata nella giungla, Rosina li sorvegliava impotente. Evidentemente la cura antifungo aveva diminuito il latte e i piccini erano affamatissimi. Interrompei subito il trattamento, ma il risultato furono due piccole fiere di una ferocia da far impallidire qualsiasi consumato guerriero. Li chiamai Apaches e Cheyenne, ma il loro appellativo, vista la situazione politica di quei giorni ( la lotta afgana contro l'invasione russa), rimase Peshmerga, come i più duri combattenti afgani. Rosina poi li  sistemò nell'incavo del gelso,...
Tutti i gatti Rosinabella, continuazione e apparizione di Piccoletta          Spuntava dall'angolo della casa di fronte, quando la pappa era pronta e in seguito acquisì la  capacità soprannaturale di materializzarsi dal nulla davanti alla ciotola piena. Alberto sosteneva che si teletrasportasse da chissà quali luoghi alieni, ma in ogni caso, l'attimo prima nulla segnalava la sua presenza, l'attimo dopo era lì che mangiava tranquilla. ma per nessuna ragione, per anni, non è mai entrata in casa. Poi cominciò la stagione dei micini. Soddisfatta dall'ambiente, decise di usare quella zona per l'allevamento della prole, cos' il suo pancino regolarmente s'ingrossava e regolarmente s'appiattiva, regalandoci dei fenomenali micini. Il primo forse non era nemmeno suo, fatto sta che una sera comparve in compagnia di un gattino miserello, grigiolino, con un'aria affamata e implorante. Camminava ventre a terra, pronto a schizzar vai al primo sentore di guai . E un...
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                                      Rosina bella, la regina della neve Appariva ogni tanto, leggera leggera sulle zampette indaffarate, passava attraverso il giardinetto, oltre il buco della rete, e se ne andava per i fatti suoi. In realtà, parecchi gatti usavano quella via e , attraverso siepe e rete, passavano da un tetto all'altro a seguire le loro faccende. Veniva anche una strana gatta bianca e nera, con una divisione delle mascherina in verticale, che alternava il bianco al nero  e le aveva fruttato il nome di Scacco.In seguito scoprimmo che era la madre della gattina bianca, con un breve cappellino nero in capo, cos' graziosa e leggiadra, da meritare il nome di Rosina, come una signorina d'altri tempi e di buona famiglia. In aggiunta aveva anche un paio di splendidi occhi a mandorla gialloverdi, che ammiccavano maliardi quando era soddisfatta. Soprattutto di complimenti. A s...
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  Ancora le fiabe!!! Fiabe intrecciate, vietnamite, europee americane. Le fiabe fanno sognare fanno paura, fanno ricordare, fanno consolare. E tra i loro recessi, si annidano particolari incongrui, stranezze inspiegabili da dove erompe il mito.  Nelle fiabe, quante fanciulle recluse? Quante principesse nella torre? E' talmente usuale che non ci facciamo nemmeno caso. Raperonzolo insegna, Aurora insegna, ma forse ricordiamo quando infiniti anni fa,  in un tempo per noi remoto, le fanciulle che raggiungevano la pubertà venivano rinchiuse, perchè sacre, non impure. Soppratutto le principesse sottostavano a tabù speciali e ancora oggi qualche tribù conserva l'usanza della segregazione delle donne mestruate.  E Biancaneve, la sorellina dei sette nani, la cui storia dalla Russia è giunta fini a noi, trasformando i7 cavalieri o briganti con cui viveva in nani. Questi nani ci ricordano le miniere dove lavoravano anche i bambini, perchè piccoli e agili, e facendo fare loro un...
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 Ed ora torniamo ai primordi del mito, dove comincia il Tutto. La dea Nut, Regina della notte, avvolge il deserto tutto d'oro dell'Egitto, e nasce il mondo. Ho mantenuto il colore turchese della raffigurazione iconica, come mediatore tra il Cielo e la Terra e qui finisce (forse), la trilogia del Cielo Stellato, La Sirena Sognante, Elena di Troia e Nut, dove il cielo stellato si fa spazio infinito, si fa mantello per celare si fa utero cosmico.
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 Elena di Troia, ovvero come la cultura del tempo è riuscita a fare sentire una merda perfino lei, avvolta dal potere di Afrodite, la donna più bella e affascinante del mondo. Usata da tutti, e in primis da Afrodite stessa, che la regala ad un amante sciocco e pusillanime, che non le dona nemmeno un destino di regina, nemmeno per un attimo, la gioia del suo potere. Occhi di cagna, si nomina prendendo su di sè le colpe di una guerra inevitabile comunque. Mi fa una pena infinita.