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  Ecco la mia pagina sul catalogo di Arte è Donna. Adesso faccio le cose sul serio, Botticelli, scostati!
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 Allora pronti via , esposizione  in due mostre, Arte è Donna e Il Coriandolo nero Il disegno qui sopra fa parte del ciclo di Aghelia Monon, poema estatico di più di cento versetti immaginato da Dario Chioli. Un percorso misterico vertiginoso sulla ricerca di se stessi. Era nato come libro da viaggio, versione tascabile, rotonda trasportabile in tasca o nella borsa, per accompagnare magari un viaggio fisico o mentale. Litografie su pietra, su lastra e infine stampa dai bozzetti preparatori su carta da lucido. Ora fa parte della Via del Folle del Coriandolo Nero, im mostra dai Mecanicos di via Salgari 9. Nell'altra mostra, Arte èDonna espongo la Sirena che Sogna, la Luce di gennaio e la Strega e il suo demone. L'ambiente è bellissimo, una Rocca medievale ad Arignano. Vediamo cosa mi porterà!
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 Mi sono appassionata della carta del cielo per il presepe, adesso è  cielo e mare per Sirena che Sogna.
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 Dopo la luce il buio. La notte, un castello bianco. Sul limitare del bosco una ragazza magica, in compagnia dei suoi animali. Cosa guardano? Chi aspettano? Nella torre del castello una finestra è illuminata. Torna il tema dell'attesa. Continuano i frammenti di fiabe.
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 Gennaio. E' il mese che preferisco. Non avrai cieli più tersi, luce bianchissima e sfavillante in nessun altro periodo dell'anno. Ecco perchè l'Epifania! Basta alzare gli occhi al cielo, in una giornata serena, per capire il ritorno della forza della luce. Buon anno a tutti
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  MAMME ALBERO L'idea delle madri albero mi è venuta osservando la pianta madre e i suoi germogli. Specialmente le betulle e i pini, formano intorno a loro un cerchio di piccoli germogli che sono i loro bambini. Tutte le piante li nutrono con le loro radici, li difendono spargendo sul terreno sostanze velenose per le altre piante, li proteggono con un microclima adatto a loro, scoraggiano gli erbivori che potrebbero mangiarli. Sono ottime madri. Un disegno è un'acquerello, l'altro è ritoccato cn il pc, per rendere meglio i colori sfavillanti dell'autunno.
La Panada , minestra dei morti. La sera del giorno dei Morti, mia mamma preparava la Panada, fatta con pane raffermo, residui di formaggio racimolati nel frigo, croste di parmigiano e tanto rosmarino. Diceva che i morti si accontentano di poco, in realtà è buonissima, diventa una crema saporita.  A  scelta si può aggiungere noce moscata, pepe e peperoncino. Si metteva un piatto in più e nella notte venivano i morti a mangiarla. La mattina, con nostra somma meraviglia, il piatto era vuoto: i morti erano stati contenti.  In realtà questo piatto racchiude tutti gli ingredienti del banchetto funebre, il grano per l'Aldilà, il formaggio fatto con il latte per le future nascite, o la rinascita nell'Altro Mondo, il rosmarino per il ricordo.